ACT in Italy

Attualmente non esiste nessun manuale sull’ACT tradotto in lingua Italiana. Vi è però grande interesse e fermento sia nella comunità scientifica che in quella clinica. Questo interesse ha solide basi in Italia nelle scienze del comportamento ed in particolare nello studio del comportamento verbale. Recentemente l’interesse per le applicazioni cliniche dell’ACT e delle terapie cognitivo-comportamentali di terza generazione è in forte crescita.

La storia

L’interesse per le terapie cognitivo-comportamentali di terza generazione e le applicazioni cliniche dell’ACT è in forte e continua crescita anche in Italia (Moderato, Miselli & Zucchi, 2007). Questo interesse ha solide basi in Italia nelle scienze del comportamento ed in particolare nello studio del comportamento verbale. Già nella seconda metà degli anni ottanta il First Summer Institute on Verbal Relations, che ha portato alla pubblicazione del volume Dialogues on verbal behavior (Hayes, Chase, 1991; con un contributo Italiano di P. Moderato), ha costruito le basi per un continuativo rapporto di ricerca e collaborazione internazionale.

Il volume Pensieri, parole e comportamento: un’analisi funzionale delle relazioni linguistiche (Moderato, Presti, Chase, 2002) che rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso, fornisce i fondamentali per una preliminare analisi scientifica dei processi di base implicati nel linguaggio e nella cognizione umana. La comprensione di questi processi di base, oggi sempre più necessaria, ha portato allo sviluppo e alle applicazioni degli attuali modelli e tecnologie terapeutiche denominate di terza generazione, riunendo il laboratorio con l’ambulatorio (Moderato, Presti e Gentile, 1989).
Questa feconda fusione, che ha caratterizzato la storia della medicina moderna in cui viene data per fondante e quindi scontata e imprescindibile, viene disattesa per scelta ideologica (la contrapposizione idealistica tra scienze naturali vs scienze umane o dello spirito) o ignorata per carenza di conoscenza scientifica, in psicologia.

Questi capisaldi hanno reso possibile la costruzione di una comunità di clinici e ricercatori Italiani (estensione in lingua Italiana della Association for Contextual Behavioral Science - ACBS) (www.contextualpsychology.org).

Numerose attività sono state realizzate in Italia con la supervisione scientifica di IESCUM (www.iescum.org) che costitutisce l’Italian Chapter dell’Association for Behavior Analysis International. Nell’estate del 2007 come parte integrante della loro formazione clinica 130 psicoterapeuti in formazione iscritti a diverse scuole di psicoterapia cognitivo-comportamentale hanno ricevuto una formazione sull’Acceptance and Commitment Therapy comprensiva di una settimana di Workshop Esperienziale tenuto direttamente da Steve Hayes.

Per favorire la divulgazione scientifica, nel luglio 2007 si è tenuto il primo workshop italiano sull’Acceptance and Commitment Therapy presso l’Università IULM, sede di Milano in cui Steve Hayes ha presentato a un pubblico di professionisti l’approccio ed il modello di terapia.

Per facilitare la comunicazione e la condivisione su questi argomenti è stata aperta una mailing-list in lingua italiana (http://it.groups.yahoo.com/group/ACT-Italia/) per professionisti sul modello della lista “madre” di lingua inglese, che ha così fortemente contribuito allo sviluppo dell'ACT e delle scienze contestuali del comportamento.

Per contribuire allo sviluppo della ricerca clinica sono in corso le validazioni su campione Italiano di alcuni strumenti psicometrici tra i quali l’Avoidance and Action Questionnaire II (AAQII; Hayes, Strosahl, Wilson, Bissett, Pistorello, Toarmino, Polusny, Dykstra, Batten, Bergan, Stewart, Zvolensky, Eifert, Bond, Forsyth, Karekla, & McCurry, 2004) e il Valued Living Questionnaire (Wilson, Sandoz, Kitchens e Roberts, in press).

Per coordinare attività di ricerca, cliniche, formative e creare un’interfaccia per il pubblico è stato aperto il sito www.act-italia.com . Il sito, gestito e curato da due membri fondatori dell’Association For Contextual Behavioral Science, rappresenta il punto di collegamento tra la comunità in lingua italiana e la più estesa comunità internazionale.

Link utili:

per ulteriori informazioni:
http://www.act-italia.org
http://www.iescum.org
per partecipare alla mailing-list: http://it.groups.yahoo.com/group/ACT-Italia/

Per una recente analisi della storia delle scienze del comportamento in Italia:
Moderato, P. & Presti, G. (2006). Behaviorism and the science of behavior: its development in Italy. International Journal of Psychology, 41, 6, 480-485

Moderato, P. (1998) A behavior analyst in the land of behavior therapy, or the evolution of behavior science. In E. Sanavio (Ed.) Behavior and cognitive therapy today. Oxford: Pergamon

Approfondimenti in italiano:
Meazzini, P. (1995). La FAP e l’ACT: ovvero la via skinneriana alla psicoterapia. In P. Meazzini, La terapia del comportamento: un storia (pp.88-90). Gorizia: Editrice Tecnoscuola.

Moderato, P., Presti, G., & Chase, P.N. (2002). Pensieri, parole e comportamento: un’analisi funzionale delle relazioni linguistiche. Milano: McGraw-Hill.

Presti, G., (2007). Un nuovo stato di coscienza: gli studi sul comportamento verbale e la terapia comportamentale. In Atti del XIV Congresso Nazionale AIAMC. Genova 8-11 Novembre.

Miselli, G. & Zucchi, G. (2007) ACT: L’Acceptance and Commitment Therapy in Italia. In Atti del XIV Congresso Nazionale AIAMC. Genova 8-11 Novembre.

Miselli G. & Zucchi G. (2007). Comunicazione e cambiamento: lo studio scientifico della comunicazione terapeutica., In P. Moderato (ed.). Interazioni del Comunicare: linguaggi, contenuti, funzioni. Milano: IESCUM Press

Sturmey, P. (2001). ABC ed eventi interni. In P. Sturmey, Analisi funzionale in psicologia clinica (pp.186-192). Milano: McGraw-Hill.

English Translation:
At the present moment there is not a textbook on ACT in Italian language. Nevertheless there is a growing interest by the scientific and clinical community. This interest, in Italy, is strongly rooted in behavioral sciences and, particularly, in the study of verbal behavior. Recently the interest for clinical application of ACT and Third Wave Behavior Therapy is expanding.

Those antecedents have made possibile the organization of the first Italian Workshop on Acceptance and Commitment Therapy. The workshop (06/28-30/2007), run by S. Hayes e J. Pistorello, will involve more than fifty Psy.D. and Psychotherapist in training. Moreover an introductory workshop on ACT will be held by S.C. Hayes in Milan on the third of July 2007.

To facilitate the development of of an italian speaking community of professionals, was created an Italian list-serve.

Link:
for information and registration to the ACT workshop: http://www.iescum.org
for the list-serve: http://it.groups.yahoo.com/group/ACT-Italia/

For a recent analysis of the development of Science of Behavior in Italy:
Moderato, P. & Presti, G. (2006). Behaviorism and the science of behavior: its development in Italy. International Journal of Psychology, 41, 6, 480-485.

Moderato, P. (1998) A behavior analyst in the land of behavior therapy, or the evolution of behavior science. In E. Sanavio (Ed.) Behavior and cognitive therapy today. Oxford: Pergamon.

Approfondimenti in italiano:
Meazzini, P. (1995). La FAP e l’ACT: ovvero la via skinneriana alla psicoterapia. In P. Meazzini, La terapia del comportamento: un storia (pp.88-90). Gorizia: Editrice Tecnoscuola.

Moderato, P., Presti, G., & Chase, P.N. (2002). Pensieri, parole e comportamento: un’analisi funzionale delle relazioni linguistiche. Milano: McGraw-Hill.

Sturmey, P. (2001). ABC ed eventi interni. In P. Sturmey, Analisi funzionale in psicologia clinica (pp.186-192). Milano: McGraw-Hill.

ACT in italiano

L’ ACT

Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica coerente, la terapia di accettazione e impegno nell'azione è un intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di impegno nell'azione e modificazione del comportamento, per incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica significa essere in contatto con il momento presente pienamente, come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che perseguano i valori che abbiamo scelto come importanti.

Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (Relational Frame Theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio intrappola i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro vita interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto con pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando una maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei cambiamenti comportamentali necessari.

La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica sia solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul comportamento.
L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle esperienze (evitamento esperienziale-experiential avoidance), l'invischiamento cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento al se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita di contatto con il presente (loss of contact with the present) e il risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).

Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla teoria associata del linguaggio e della cognizione, Relational Frame Theory (RTF), l'ACT sostiene che tentare di cambiare pensieri e sentimenti che creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, e rende disponibili nuove e efficienti alternative, tra queste l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed action).

La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio per un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto la comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia varietà di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti per i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del terapeuti.
Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a capire e a modificare una varietà di altri problemi comportamentali tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa o l'inabilità a nuovi apprendimenti.

Introduzione: l'Acceptance and Commitment Therapy

"Immaginate una psicoterapia che non tenti di ridurre i sintomi, ma ottenga la riduzione dei sintomi come effetto. Una terapia saldamente basata nella tradizione delle scienze sperimentali, ma allo stesso tempo con una forte enfasi sui valori, sul perdono, sull’accettazione, sulla compassione, sul vivere nel momento presente, e sull’accedere ad un senso trascendentale di sé. Una terapia così difficile da classificare che è stata descritta come “terapia umanistica esistenziale cognitivo comportamentale” (Harris, 2006, p. 2).

L'Acceptance and Commitment Therapy, conosciuta anche come ACT (pronunciata come una singola parola, in inglese “azione” ma la radice è latina; Hayes, Strosahl & Wilson, 1999) è una terapia comportamentale che mette in discussione le regole di base del mainstream della psicologia occidentale. Questa terapia utilizza strumenti basati sul linguaggio come metafore e paradossi, abilità di minfulness e un'ampia gamma di esercizi esperienziali e interventi comportamentali giudati dai valori del cliente.

L’ACT è un intervento psicologico e psicoterapeutico sviluppato all'interno di una cornice teorica e filosofica coerente e basato su evidenze sperimentali, che usa strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di impegno nell'azione e modificazione del comportamento, per incrementare la flessibilità psicologica (Hayes, 2005). Con il termine flessibilità psicologica si intende essere pienamente in contatto con il momento presente, come essere umano consapevole e, sulla base di ciò che la situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che perseguano i valori che ciascuno ha scelto come importanti. Obiettivo dell’ACT è di aiutare il cliente a scegliere di agire in modo efficace (comportamenti concreti in linea con i propri valori) in presenza di eventi privati difficoltosi o interferenti.

L’ACT abbraccia una filosofia della scienza contestualistica, una teoria di base del linguaggio e della cognizione, e una teoria applicativa della psicopatologia e del cambiamento psicologico. Una vasta parte dei principi di base dell’ACT legati allo studio sperimentale della cognizione e del linguaggio sono riassunti nella interpretazione nota come Relational Frame Theory (RFT; Hayes, Barnes-Holmes, & Roche, 2001).

II lavoro ACT / RFT si è sempre proposto elevati standard di valutazione empirica, includendo non solo un assessment e una valutazione controllata degli outcome, ma anche l'individuazione e la valutazione dei processi di cambiamento ipotizzati, e la connessione di questi processi a un programma di ricerca di base che mira alla loro spiegazioni in termini di principi comportamentali funzionali includendo quelli derivati dall'RFT (Hayes, 2005). I protocolli di intervento sviluppati sono altamente strutturati e ogni punto del modello è stato validato sul piano della ricerca di base e clinica. L’ACT, per queste sue caratteristiche di raccordare scientificamente i piani della ricerca di base ed applicata, rappresenta anche il modello più coerente con i principi dell’Evidence Based Intervention (Kazdin, 2001).

L’ACT ha un’efficacia sostenuta sperimentalmente su una varia gamma di condizioni cliniche: depressione, disturbo ossessivo compulsivo, stress lavorativo, dolore cronico, diabete, stress da cancro terminale, ansia, disturbo post traumatico da stress, anoressia, abuso di sostanze e schizofrenia (Zettle & Raines, 1989; Twohig, Hayes & Masuda, 2006; Bond & Bunce, 2000; Dahl, Wilson & Nilsson, 2004; Branstetter, Wilson, Hildebrandt & Mutch, 2004; Gregg, Callaghan, Hayes & Glenn-Lawson 2008).